Eleonora Raggi

Itw | 16 aprile 2012 |

Si è fatta largo a gran spallate in un ambiente prettamente maschile, diventando una delle fotografe di riferimento della scena snowboard italiana. Ma non solo, la Raggi è molto di più di quello che pensate, ed oggi vi spieghiamo il perchè.

Ciao Eleonora! Sappiamo che sei una delle fotografe più cool d’Italia nel mondo dello snowboard sia femminile che maschile! Quando hai scoperto di avere una folle passione sia per la fotografia che per lo snowboard e come hai deciso di trasformare queste due passioni in un lavoro? E aggiungiamo.. com’è vivere esclusivamente delle proprie passioni?
Intanto ti ringrazio per l’intro esagerata… A 14 anni ho scoperto la fotografia nella camera oscura dell’Istituto d’Arte F.Depero e non ne ho più potuto fare a meno. Più tardi ho buttato gli sci e mi sono fatta regalare da mia madre la mia prima tavola da snowboard. Una volta concluso l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano ho cercato di capire in quale campo potessi specializzarmi. Dopo i primi approcci con la fotografia sportiva ho capito che volevo tentare l’unione tra le mie più grandi passioni. Così ho cominciato. Vivere delle proprie passioni o tentare di farlo al meglio delle proprie possibilità è sicuramente una cosa che ti fa svegliare con il sorriso anche se i sacrifici da fare ci sono e non lo nascondo.

Volevamo chiederti come mai questa scelta di andare a vivere lontano dall’Italia! Senza entrare nel personale, come mai hai scelto la bellissima Austria?
Quest’estate mi trovavo in Val Senales per il Summer Camp ed aprendo gli occhi una mattina ho deciso che volevo un secondo campo base. Innsbruck è sempre stata una delle mie città preferite ed ora che mi ci sono trasferita non posso che confermare la mia scelta! Posso andare a snowboardare per i fatti miei a 10 minuti da casa e shootare ad una mezz’ora di strada se sono fortunata!

La fotografia è una forma d’arte molto particolare! Quali sono le sensazioni che cerchi di trasmettere con ogni tuo scatto? Una modella solitamente cerca di promuovere un qualche oggetto e il fotografo deve catturarla al meglio, tu invece cosa cerchi di catturare nei riders? Cosa devono esprimere per te gli snowboarder che immortali?
Non credo assolutamente che l’arte centri necessariamente qualcosa con l’utilizzo di un media. Non mi ritengo un’artista, anche perché ne esistono pochi in circolazione, un titolo troppo altisonante per quello di cui mi occupo. Posso sicuramente dare un apporto creativo al mio lavoro, o un taglio personale alle storie che racconto. Alla fine si tratta di questo, raccontare ciò che vivo e le persone che incontro attraverso immagini

Oggi la fotografia è sicuramente diventata una moda più che una passione! Cosa ne pensi di questo trend? Quando hai iniziato a fare i primi scatti?
La passione è una questione personale, credo che l’epoca del digitale abbia stroncato alcuni confini permettendo a chiunque di avere una reflex di buona qualità tra le mani. Viviamo in un mondo che ci sommerge quotidianamente di immagini, credo sia la naturale evoluzione di questo media. Come detto prima ho cominciato a 14 anni in camera oscura con una reflex analogica e l’hasselblad della scuola.

Sicuramente con il tuo lavoro hai avuto l’opportunità di viaggiare moltissimo! Quali sono i posti che ti hanno attratto maggiormente e quali invece proprio non ti hanno lasciato nulla?
Ogni luogo ti lascia qualcosa da ricordare, sta a te rendere ogni giorno memorabile in qualche modo. Anche nelle piccole cose, soprattutto nelle piccole cose. Penso che sia questa l’essenza del viaggiare. Se parliamo di posti che ti lasciano a bocca aperta sicuramente Folgefonna mi è rimasta nel cuore, devo dire che amo la Norvegia. Quest’inverno sono stata in Islanda per shootare in street, devo dire che alcuni dei paesaggi lunari che abbiamo attraversato mi sono rimasti particolarmente impressi! Spero di poter continuare a viaggiare, ne sono dipendente…

Come mai hai scelto come soggetto delle tue fotografie lo snowboard o comunque gli action sports e non un qualunque altro tipo di soggetto statico?
Come detto precedentemente ho cercato di unire la passione della fotografia con quello che era il mio hobby, lo snowboard. Volevo fare qualcosa che non mi avrebbe stufato a breve e che mi avrebbe permesso di viaggiare.

Cosa pensi della scena snowboard italiana femminile? Per questa stagione quale riders italiana pensi possa avere i maggiori margini di crescita?
La scena snowboard italiana ha attraversato diversi periodi, al momento vedo molta voglia di miglioramento. Diverse ragazze hanno cominciato ad organzzare eventi e piano piano stanno creando un circuito dedicato alle donne, un grande traguardo secondo me. Dal punto di vista del riding sono arrivate le nuove leve, Maria Delfina Maiocco aka Bibi e Valentina Barengo sono sicuramente le nostre promesse.

Quali altre grandi passioni hai oltre alla fotografia e allo snowboard? Riesci a trovare il tempo per dedicarti a queste altre passioni?
Durante la stagione invernale non ho tempo nemmeno per rifare la valigia, mi accontento di cucinare per gli amici! Quando ho tempo e possibilità mi piace annegare cercando di fare surf, quest’anno vorrei cominciare ad arrampicare.

Se potessi scegliere cosa fare o chi essere in un’altra vita, chi e cosa sceglieresti?
Mmh, forse vorrei rimanere bambina a vita costruendo castelli sabbia.

E se potessi dire grazie a qualcuno, oppure a qualcosa che ti ha sempre accompagnato, a chi o cosa dedicheresti il tuo ringraziamento?
La lunga lista comincia con te per l’intervista, genitori e parenti, mia madre che continua a sopportarmi e a farmi da assistente, le mie girlz da nord a sud ed il Guru Rotelli, California Sports e A4 Distribution per il supporto tecnico insieme a Vale e Bliss by Level, Sampà, i ragazzi di F-Tech, gi amici di 100-one, lo staff di Bigodino e le persone che mi hanno dato fiducia e spero non smettano ora. Aggiungo un saluto a Keep a Breast Italy perchè I Love Boobies!

Photo Credits: Nikolaus Raffl
Itw a cura di Vale Bonfanti

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