Tobias Vinatzer, per chi non lo conoscesse uno dei più promettenti giovani freeskier italiani, è uno dei pochi al mondo a poter raccontare di essersi rotto l'osso del collo ed essere rimasto illeso. L'abbiamo incontrato in Val Senales nel primo giorno in cui metteva gli sci e gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua brutta ma fortunata avventura.
 Toby Portrait by Andrea Pompini
Ciao Tobi. Innanzitutto siamo contenti di rivederti ancora tutto intero ed ancora carico. Cosa ricordi di quel periodo? Ricordo che ero all'Ambuhl Invitational, stavo sciando, avevo saltato un paio di volte. Dopo questo ricordo solamente che ho dovuto imparare nuovamente a camminare. Quando mi sono più o meno risvegliato ricordo che volevo sempre alzarmi per fare qualche giro, ma appena mi staccavo dal letto crollavo a terra. I medici me l'avevano severamente vietato di uscire dal letto ma io non connettevo e lo facevo un paio di volte al giorno... Dei momenti prima dell'incidente non ricordi più niente? Non ricordo più niente, so solo che ho avuto un mese dove qualcuno mi ha spento e mi ha poi riacceso un mese dopo. Non so se i miei ricordi risalgono a cinque minuti prima o a tre quarti d'ora prima del salto, ricordo che avevo mangiato una salsiccia dal padre di Ambuhl, non so quanto prima, non saprei dirlo. Steffo è stato uno dei primi a soccorrermi in atterraggio e successivamente mi ha raccontato che quando è arrivato ero sdraiato come morto, mi ha detto che ero fermo, già in coma, e stavo russando. Steffo ci è rimasto male! Scioccatissimo ha chiamato i soccorsi, è arrivato l'elicottero e via subito... Stavo russando... Russando.. Io non russo di solito! (se la ride)  Tobias a Skipass 08 - Ph Patrick Insam
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